giovedì 21 luglio 2011

Rischio IRPEF sulla prima casa dal 2014

Rischiano di pagare di nuovo l'Irpef prima casa 24 milioni di italiani 

Da dieci anni il tributo era stato cancellato. Vediamo allora da Milano a Palermo come rinascerà l'imposta. 

I costi aggiuntivi raggiungono anche i cento euro e potrebbero ulteriormente salire se aumenteranno gli estimi catastali .

Per 24 milioni gli italiani rischia di scattare il ritorno dell'Irpef sulla prima casa. 



Una manovra poco gradita ai più che ha provocato anche una decisa presa di posizione da parte di alcuni parlamentari che hanno giudicato l'Irpef sull'abitazione principale "iniqua e regressiva" e che hanno puntato l'indice anche sugli altri appesantimenti della norma taglia-agevolazioni fiscali a cominciare dalla tassazione dei contributi pensionistici e sociali obbligatori che rischierebbero di essere oggetto di una doppia imposizione.

Contestazioni sull'appesantimento della tassazione sulla casa, che costringerà i proprietari a pagare le tasse sul 20 per cento del valore catastale, anche da Confedilizia e Sunia. 



"La manovra è un massacro", denuncia il sindacato degli inquilini che, oltre a temere per il ritorno dell'Irpef sulla prima casa, evidenzia i rischi per le agevolazioni fiscali previste per chi vive in affitto.

Così ora tutti guardano con timore alla cosiddetta "clausola di salvaguardia" contenuta nella manovra da 48 miliardi varata nei giorni scorsi che prevede un taglio delle agevolazioni fiscali, detrazioni e deduzioni, del 5 per cento nel 2013 e fino al 20 per cento nel 2014.



Il meccanismo  è già legge dello Stato ed entrerà in vigore se non sarà varata la riforma del meccanismo delle agevolazioni.

Tra le agevolazioni, quella più in vista è probabilmente proprio la deduzione integrale della rendita catastale dell'"unità immobiliare adibita ad abitazione principale", ovvero della prima casa, e delle relative pertinenze. 

Oggi, grazie ad una norma del 2001, la rendita catastale relativa (tariffa d'estimo della zona relativa per numero dei vani rivalutata del 5 per cento) non concorre a formare l'imponibile Irpef. 


Ma ritornerà nel 2014. Forse.

E proprio in vista del 2014 si fanno i primi conti sulla futura spesa sulla casa che torna dopo dieci anni e che potrebbe essere ancora più pesante se alcuni Comuni aumenteranno gli estimi catastali. 



Per fare un esempio il signor Rossi, che vive a Roma, in una abitazione media e ha un reddito medio di 50 mila euro, il costo della maggiore imposta sarà di 82,8 euro ogni anno.

Il signor Bianchi invece, che vive a Milano ed ha lo stesso reddito verserà all'erario un assegno di poco inferiore, pari a 78,3 euro. 



Solo al Sud l'impatto sarà minore: infatti il cittadino, signor Verdi, che guadagna lo stesso reddito dei suoi colleghi del Centro Nord, e vive a Palermo, dovrà pagare solo 37,6 euro di Irpef in più.

Da Nord a Sud comunque, la maggior spesa si farà sentire anche per le fasce per le fasce di reddito più contenute. 



Un proprietario di un appartamento medio di Torino ad esempio, che percepisce un reddito lordo di 25 mila euro l'anno, dovrà dovrà pagare 39 euro. Un  impiegato o piccolo artigiano invece, di Genova, pagherà 61 euro, mentre a Bologna lo stesso contribuente spenderà 69,4 euro. 
Tutte per l'Irpef sulla prima casa. 


Al sud infine, per le stesse fasce di reddito, l'incidenza sarà minore. A Napoli infatti, il proprietario medio pagherà 33,8 euro in più, a Bari 43,8 euro in più e a Palermo 26,7 euro.


Fonte : La Repubblica.it


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